Ai musei di Pescara si arriva quasi sempre per esclusione: piove, il mare è mosso, la giornata va riempita altrimenti. È un peccato, perché la città ne ha alcuni che varrebbero il viaggio anche con il sole. Non sono grandi istituzioni, e questo è il loro pregio: si visitano in un'ora ciascuno, senza code e senza affaticamento, e raccontano cose che sul lungomare non si vedono.
Sono quattro le tappe che tengono in piedi un pomeriggio, distribuite fra la riva sud del fiume e il centro moderno.
Le Genti d'Abruzzo, dentro il bagno borbonico
Il Museo delle Genti d'Abruzzo sta in via delle Caserme, nel quartiere storico, e occupa ciò che resta della fortezza cinquecentesca: l'edificio noto come bagno borbonico, che fu prigione. È un museo etnografico, articolato in quindici sale, e segue la presenza umana in Abruzzo dai cacciatori del paleolitico fino alla meccanizzazione dei processi produttivi nel Novecento.
La sezione che colpisce di più chi arriva dal mare è quella dedicata alle genti di mare: fotografie d'epoca, attrezzi da pesca, modelli di imbarcazioni. Una parte è riservata al bagno penale stesso e al Risorgimento in Abruzzo, e quella stanza vale una sosta più lunga delle altre.
Villa Urania e le maioliche di Castelli
Poco lontano da piazza della Rinascita, in una villa di fine Ottocento, il Museo Paparella custodisce una delle raccolte più preziose della città: oltre centocinquanta maioliche antiche di Castelli, realizzate fra il Cinquecento e l'Ottocento.
Castelli è un piccolo centro del Teramano, ai piedi del Gran Sasso, e per secoli è stato uno dei grandi poli della ceramica artistica italiana. Le sue maioliche, fra Seicento e Settecento, finirono nelle collezioni di mezza nobiltà europea. Vederne una sequenza ordinata, in poche sale, permette di seguire l'evoluzione dello stile: dai bianchi essenziali del genere compendiario alle grandi scene storiche e mitologiche dell'istoriato barocco, fino ai modi più leggeri del Settecento e dell'Ottocento.
Il Novecento sul lungomare
Il museo d'arte moderna Vittoria Colonna è attivo dal 2002 e si affaccia sul lungomare Matteotti, nel pieno del centro. Ha una collezione permanente contenuta ma ben scelta, con opere di autori del Novecento italiano e internazionale, e ospita regolarmente mostre temporanee: è quindi un museo che cambia, e che conviene ricontrollare anche se lo si è già visto.
Sul versante contemporaneo, l'Imago Museum, aperto al pubblico nel 2021 in corso Vittorio Emanuele II, raccoglie opere del Novecento e del nostro secolo, con un nucleo importante legato a Mario Schifano e una donazione consistente proveniente da una collezione privata. È la sede più recente e la più adatta a chi viaggia con adolescenti annoiati dalle vetrine di ceramiche.
Una casa che è anche un museo
Va aggiunta all'elenco, anche se non è propriamente una galleria, la Casa Natale di Gabriele D'Annunzio in corso Manthoné: la casa in cui il poeta nacque nel 1863, monumento nazionale dal 1927, con gli arredi e le decorazioni ottocentesche conservati. Non è una collezione, è un interno d'epoca, e si visita in poco tempo. Ne parliamo più diffusamente nell'articolo dedicato al quartiere storico.
Il vantaggio è la vicinanza: casa natale e Museo delle Genti d'Abruzzo distano poche decine di passi l'una dall'altro, e insieme fanno un pomeriggio compiuto sulla riva sud del fiume.
Come metterli in fila
La combinazione più efficiente è geografica, non tematica. Un blocco sulla riva sud — casa natale e Genti d'Abruzzo — e un blocco nel centro moderno, fra Villa Urania, il Vittoria Colonna e l'Imago, che stanno tutti nel raggio di una passeggiata breve. Il Ponte del Mare unisce i due blocchi senza bisogno di prendere l'auto.
Da Nada Bianca entrambi i gruppi sono a portata di piedi, e questo rende possibile la cosa migliore che si possa fare con musei piccoli: entrarci per un'ora quando capita, invece di programmare una maratona culturale.
Un pomeriggio di musei, senza spostamenti
Le due zone museali della città si raggiungono a piedi dall'attico: si esce per una visita e si rientra, anche solo per un'ora.