L'abbazia di San Clemente a Casauria, in provincia di Pescara
L'abbazia di San Clemente a Casauria, in provincia di Pescara — foto: Casalmaggiore Provincia · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il vantaggio di dormire a Pescara è che la città non è un punto d'arrivo: è uno snodo. Il mare sta davanti, la valle del fiume si apre verso l'interno, e alle spalle le colline salgono per gradi fino ai massicci. Nel giro di poche decine di chilometri il paesaggio cambia tre volte: sabbia, oliveti, roccia. Chi si ferma qualche giorno può permettersi di uscire la mattina, vedere qualcosa che vale il viaggio e rientrare in tempo per la sera.

Abbiamo scelto cinque direzioni che funzionano bene come gita di una giornata sola. Nessuna è una corsa contro il tempo: reggono anche a passo lento, con una sosta lunga a tavola nel mezzo.

Un'abbazia romanica nella valle del fiume

Risalendo la valle del Pescara verso l'interno si arriva all'abbazia di San Clemente a Casauria, nel territorio di Castiglione a Casauria. La fondazione benedettina risale al IX secolo, lungo il tracciato dell'antica via Claudia Valeria, e quello che si vede oggi è uno dei monumenti romanici più importanti d'Abruzzo. Il portale bronzeo è decorato da decine di formelle figurate che raccontano la fondazione e la storia dell'abbazia; all'interno restano il pulpito e il cero pasquale, mentre un antiquarium raccoglie reperti archeologici e medievali.

È una tappa che si presta a una mattinata intera. Il silenzio della navata, dopo il rumore della strada, è un contrasto che resta addosso. Verificate giorni e modalità di visita sui canali ufficiali prima di partire: gli orari dei luoghi della cultura cambiano di stagione in stagione.

Le colline dell'olio: Loreto Aprutino

Alle spalle della città la campagna sale in un susseguirsi di crinali coltivati a olivo. Loreto Aprutino è il borgo che riassume meglio questo paesaggio: un centro storico raccolto attorno al castello e alla chiesa di San Pietro, vicoli in salita, panorami che nelle giornate limpide arrivano al mare da una parte e alla montagna dall'altra. Qui la coltivazione dell'olivo è una storia antichissima, e il museo dell'olio conserva gli strumenti, i documenti e le ceramiche da conservazione di quella tradizione.

Loreto Aprutino, borgo collinare alle spalle di Pescara
Loreto Aprutino, borgo collinare alle spalle di Pescara — foto: Villa dei Ligustri at Italian Wikipedia · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

È la gita giusta per chi vuole rallentare: si lascia l'auto sotto il borgo, si sale a piedi, si pranza con calma e si torna nel pomeriggio con qualche bottiglia in macchina.

Consiglio pratico: per le mete collinari partite presto e rientrate prima di sera. Le strade sono strette e piacevoli con la luce, molto meno al buio. E portate acqua da casa: nei borghi piccoli non sempre trovate un bar aperto nel primo pomeriggio.

Chieti, il Guerriero e la montagna all'orizzonte

Chieti è vicinissima e viene spesso saltata, il che è un peccato. La città alta domina la valle e ospita il Museo archeologico nazionale d'Abruzzo, sistemato in una villa neoclassica dentro il parco comunale. Lì è conservato il Guerriero di Capestrano, la statua in pietra ritrovata negli anni Trenta e diventata il simbolo dell'Abruzzo antico: una figura maschile armata e riccamente ornata, fra i pezzi meglio conservati della statuaria medio-adriatica. Dal colle del museo lo sguardo corre al massiccio della Majella, e la geografia della regione si capisce in un attimo.

Atri e il paesaggio dei calanchi

Verso nord, oltre il fiume, si arriva ad Atri. La cattedrale di Santa Maria Assunta custodisce il ciclo di affreschi quattrocenteschi di Andrea De Litio, che le è valso il soprannome di Sistina d'Abruzzo, e il campanile è fra i più alti della regione. Appena fuori dall'abitato comincia la riserva dei calanchi: creste e vallecole di argilla erosa, un paesaggio quasi lunare che cambia colore con la luce del giorno. Il centro visite propone percorsi guidati per chi vuole capirne la geologia invece di limitarsi a fotografarli.

La montagna, in mezza giornata

La quinta direzione è verso l'alto. Sia il versante del Gran Sasso sia quello della Majella si raggiungono in poche ore di auto, e permettono di passare dal bagno del mattino ai pascoli d'alta quota nel pomeriggio. Anche in piena estate lassù la temperatura scende parecchio: una felpa e scarpe chiuse in borsa non sono un eccesso di prudenza. Chi non ha voglia di camminare può accontentarsi degli altopiani e delle strade panoramiche, che da sole valgono la giornata.

Come far tornare i conti

Una regola sola: una meta per giorno. La tentazione di incastrarne due è forte, ma le distanze abruzzesi si misurano in curve, non in chilometri. Meglio scegliere una direzione, viverla senza fretta e rientrare in città quando il lungomare comincia a riempirsi. Per orari, aperture e visite guidate fate sempre riferimento ai canali ufficiali dei singoli luoghi e dei comuni: sono l'unica fonte davvero aggiornata.

Una base comoda per uscire e tornare

Dopo una giornata fra borghi e strade di collina, il terrazzo perimetrale di Nada Bianca è il posto giusto per lasciar scendere la stanchezza con il fresco della sera.