A sud di Pescara la costa cambia carattere. La sabbia lascia il posto ai ciottoli, il litorale si stringe fra il mare e le colline coltivate a ulivo, e sull'acqua compaiono strutture di legno che sembrano ragni addormentati. Sono i trabocchi, e danno il nome a uno dei tratti di costa più riconoscibili d'Italia.
Che cos'è un trabocco
Un trabocco è una macchina da pesca. Una piattaforma di legno costruita su palafitte, ancorata agli scogli e protesa sull'acqua, da cui lunghi bracci calano in mare una grande rete. Serviva a pescare senza prendere il largo, in un mare che qui è basso e non sempre generoso, e a resistere alle mareggiate senza sfidare direttamente le onde.
Sono costruzioni antiche, tramandate di famiglia in famiglia, e per molto tempo sono state semplicemente strumenti di lavoro. Gabriele D'Annunzio, che di questa terra era figlio, ne scrisse in pagine celebri paragonandone la forma allo scheletro di un enorme animale marino. Oggi molti trabocchi sono stati restaurati e alcuni sono diventati luoghi di ristoro, ma la loro origine resta leggibile in ogni trave.
La Via Verde, la costa in bicicletta
La novità degli ultimi anni ha un nome semplice: Via Verde. È la pista ciclopedonale ricavata dal tracciato della vecchia ferrovia adriatica, dismessa quando la linea è stata spostata più all'interno. Corre per una quarantina di chilometri fra Ortona e Vasto, attraversa nove comuni e passa accanto a una serie di trabocchi, spesso a pochi metri dall'acqua, dentro gallerie e su vecchi viadotti.
Il fatto che sia un ex sedime ferroviario la rende quasi pianeggiante, quindi accessibile anche a chi non è allenato. Si percorre in bicicletta ma anche a piedi, e lungo il tracciato ci sono punti di noleggio in diverse località. Lo stato di alcuni tratti e i servizi disponibili cambiano nel tempo: prima di partire conviene consultare i canali ufficiali del percorso.
I luoghi lungo il tracciato
Si comincia da Ortona, con il suo porto e il promontorio, e si prosegue verso San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, fino a Vasto e San Salvo. Ogni tratto ha il suo carattere: calette raccolte fra gli scogli, spiagge di ciottoli chiare, tratti in cui la ferrovia correva letteralmente sopra il mare.
Verso l'estremità meridionale si incontra la Riserva naturale di Punta Aderci, un promontorio con spiagge selvagge e sentieri panoramici dove — rispettando le regole dell'area protetta — ci si può fermare a nuotare e camminare. È uno dei tratti di costa meno costruiti dell'intero Adriatico centrale.
Mangiare su un trabocco
Alcuni trabocchi restaurati ospitano oggi piccoli ristoranti, con i tavoli sulla piattaforma di legno e il mare sotto le assi. È un'esperienza particolare, e per questo molto richiesta: i posti sono pochi per definizione e l'apertura è in genere stagionale. Se vi interessa, informatevi con anticipo e prenotate direttamente presso la struttura, verificando periodo di apertura e condizioni. Con mare mosso o maltempo il servizio può essere sospeso: è una struttura sull'acqua, e la prudenza viene prima.
Come arrivarci da Pescara
In auto si prende la direzione sud: l'A14 verso Ortona e le uscite successive, oppure la statale costiera per chi ha tempo e vuole guardare il paesaggio. La prima parte della costa si raggiunge in poco tempo, mentre per arrivare fino a Vasto serve mettere in conto un tragitto più lungo.
Anche il treno è un'opzione: alcune località lungo questo tratto hanno una stazione servita dai regionali della linea adriatica, e da lì si può raggiungere la Via Verde. Fermate e orari vanno verificati sul sito di Trenitalia, tenendo presente che l'offerta cambia fra estate e resto dell'anno.
Una giornata a sud, dormendo a Pescara
La Costa dei Trabocchi è una gita perfetta: si parte al mattino, si pedala lungo il mare e la sera si rientra in un attico con vista aperta.