Pescara è una città giovane, nata dall'unione di due centri diversi, e per questo non ha il repertorio di riti secolari che si trova nei borghi dell'interno. Ha però due ricorrenze molto forti, e la seconda, quella dedicata alla Madonna dei Sette Dolori, non guarda al mare ma alla collina.
Chi passa qualche giorno in città conosce di solito il campanile della cattedrale di San Cetteo, che spunta sopra i tetti dal lato di Pescara Vecchia. La festa di cui parliamo, però, si svolge altrove: nel quartiere dei Colli, dove sorge il santuario mariano che le dà il nome.
Un santuario sulla collina
La devozione alla Madonna dei Sette Dolori è antica e profondamente radicata nel territorio. Nella prima metà del Novecento la figura mariana venne proclamata patrona della diocesi di Penne-Pescara, e pochi anni dopo la chiesa che la custodisce ricevette la dignità di basilica minore. Oggi la Madonna dei Sette Dolori è compatrona della città e il santuario resta un punto di riferimento non solo per il quartiere, ma per tutta l'area circostante.
La posizione conta: si sale, si lascia il rumore del centro alle spalle e si arriva a un luogo da cui, nelle giornate limpide, lo sguardo scende fino alla costa. I Colli sono la parte di Pescara che i visitatori vedono meno, e che invece racconta la città prima che diventasse quella di oggi: case sparse, orti, strade che seguono il crinale. Anche fuori dai giorni di festa vale una salita, se avete un pomeriggio libero e voglia di guardare il mare da lontano.
I giorni della festa
La celebrazione si concentra ogni anno attorno alla prima domenica di giugno. Nei giorni che la precedono si tiene un triduo di preghiera, che apre la ricorrenza in forma raccolta, prima che il quartiere si trasformi. Poi il tono cambia: arrivano le luminarie, le bancarelle, gli spettacoli serali, la musica. Per alcuni giorni le strade attorno alla basilica diventano il centro della città.
La processione
Il momento centrale è la processione, preceduta dalla messa solenne celebrata dall'arcivescovo. La statua della Madonna viene portata per le vie del quartiere seguita da un corteo lunghissimo di fedeli, fra balconi addobbati e finestre affacciate. È una scena che si ripete uguale da generazioni, e che colpisce anche chi non ha una motivazione religiosa: la partecipazione è larga, intergenerazionale, e nel passaggio della statua si sente un silenzio diverso da quello di una cerimonia qualsiasi.
Chi arriva da fuori resta colpito soprattutto dalla durata: non è una parentesi di mezz'ora, ma un attraversamento lento che impegna buona parte del pomeriggio e coinvolge tutto il quartiere, casa per casa. Molti seguono il corteo per intero, altri lo attendono all'angolo della propria strada e poi rientrano. Nessuno ha fretta.
La parte popolare
Accanto alla dimensione religiosa c'è quella di festa di paese, che a Pescara sopravvive proprio qui. Bancarelle lungo le strade, dolci e torroni, giochi per i bambini, palchi con musica dal vivo la sera, e la coda dei fuochi che chiude i festeggiamenti. È l'occasione migliore per vedere la città in una veste che non è quella balneare: non ci sono ombrelloni, non c'è lungomare, ci sono famiglie del quartiere che si ritrovano.
Se capitate a Pescara in quei giorni
Giugno è un mese ottimo per stare qui: le giornate sono lunghe, il mare comincia a essere piacevole e la città non ha ancora la densità di agosto. Se il vostro soggiorno cade a cavallo della prima domenica del mese, dedicare una serata alla festa dei Colli vi darà un'idea di Pescara che difficilmente trovereste altrove.
Il programma preciso, con giorni, orari delle celebrazioni e appuntamenti serali, viene diffuso ogni anno poche settimane prima: consultate i canali ufficiali della parrocchia, della diocesi e del Comune di Pescara per le informazioni aggiornate.
Giugno, il mese giusto per venire
Nei giorni della festa la città è viva ma non ancora affollata: si scende ai Colli la sera e si rientra in centro con il fresco, sul terrazzo.