C'è un motivo se a Pescara si vedono tante biciclette anche fuori stagione: la città è piatta, il mare è a portata di mano e davanti alla spiaggia passa una delle ciclabili più lunghe d'Italia. Non serve essere allenati né avere una bici da corsa. Serve solo decidere da che parte andare.
La ciclovia costiera abruzzese, conosciuta come Bike to Coast, corre per circa centotrenta chilometri da Martinsicuro, al confine nord della regione, fino a San Salvo, all'estremo sud. Attraversa una dozzina di località di mare — Alba Adriatica, Giulianova, Roseto, Pineto, Silvi, Montesilvano, poi Francavilla, Ortona, Vasto — ed è costruita in buona parte sul sedime della vecchia ferrovia adriatica. Da qui la pendenza quasi nulla e i lunghi rettilinei.
Il Ponte del Mare, il punto di partenza
Chi parte da Pescara ha la fortuna di avere l'accesso più bello di tutto il tracciato. Il Ponte del Mare, inaugurato nel 2009, è il più grande ponte ciclopedonale d'Italia: 466 metri che scavalcano la foce e uniscono le due riviere della città.
Attraversarlo in bicicletta è già una piccola escursione: si sale con calma, si arriva a metà arcata e da lì si vede il porto canale, la doppia linea di spiaggia e, quando l'aria è pulita, le montagne che chiudono l'orizzonte alle spalle della città. È anche il modo più naturale di scegliere la direzione: da un lato si va verso nord, dall'altro verso sud.
Verso nord: il tratto più facile
Puntando a settentrione si esce da Pescara costeggiando la riviera nord e si entra quasi subito in una lunga sequenza di località balneari, una attaccata all'altra. È il tratto più semplice e più urbano: percorso quasi sempre protetto, molti punti di sosta, nessuna difficoltà tecnica.
È la direzione giusta per un'uscita breve, per chi porta bambini o per chi vuole solo arrivare fino a una spiaggia diversa e tornare indietro. Man mano che ci si allontana dalla città il costruito si dirada e compaiono i tratti alberati, con la pineta litoranea che accompagna la ciclabile per lunghi pezzi.
Verso sud: la Via Verde
La direzione sud è quella che regala di più, ma richiede più gambe. Superata Francavilla al Mare si prosegue verso Ortona, dove comincia il tratto più celebre di tutta la ciclovia: la Via Verde della Costa dei Trabocchi, una quarantina di chilometri fra Ortona e Vasto ricavati dalla vecchia linea ferroviaria che correva a filo di mare.
È il pezzo per cui vale la pena organizzare una giornata intera. Il percorso alterna scogliere, calette e gallerie, e passa sotto i trabocchi, le antiche macchine da pesca su palafitta che danno il nome a questo tratto di costa. Non è un percorso da fare di corsa: conviene rallentare, fermarsi, e mettere in conto il rientro.
Quanto pedalare, e come rientrare
La regola più semplice è calcolare l'andata sulla metà delle proprie forze, perché il ritorno si fa spesso con il vento contrario e con il sole più alto. Un'uscita ragionevole da Pescara sono due o tre ore complessive, andata e ritorno, restando entro le località vicine.
Per i tratti più lontani, come la Via Verde, molti combinano bicicletta e treno: la linea adriatica segue la costa e serve buona parte delle località attraversate dalla ciclovia. Le condizioni per il trasporto delle biciclette e gli orari cambiano nel tempo, quindi conviene verificarli sui canali ufficiali prima di partire.
Che bici serve
Nessuna bicicletta particolare. Il fondo è per la gran parte asfaltato o comunque compatto, con qualche settore su sterrato leggero, e le pendenze sono minime quasi ovunque. Una bici da città con qualche rapporto e le gomme in ordine basta per tutte le uscite brevi; per le distanze maggiori conviene qualcosa di più leggero, o una bici a pedalata assistita.
Da Nada Bianca il mare è a pochi minuti, e il Ponte del Mare si raggiunge senza affrontare traffico impegnativo: è il modo più comodo per trasformare una mattina qualunque in un pezzo di costa in più.
A due passi dall'imbocco della ciclovia
Dall'attico si arriva in poco al Ponte del Mare, da dove parte la ciclabile: si esce presto, si pedala e si rientra per colazione sul terrazzo.